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[ 08 Novembre 2019 ] La danza delle rane
G. Quarzo, A. Vivarelli | Editoriale Scienza, 2019
Guido Quarzo e Anna Vivarelli uniscono il loro talento narrativo per regalarci un racconto aereo che celebra Lazzaro Spallanzani in occasione del trecentesimo anniversario della sua nascita (1719-1799). Spallanzani fu un prestigioso scienziato del secolo dei Lumi

Lo scienziato e l'emancipazione
La danza delle rane
Guido Quarzo e Anna Vivarelli
Editoriale Scienza, 2019, 128 p.
(Racconti di scienza)
€ 9,90 ; Età da 8 anni

 

Guido Quarzo e Anna Vivarelli uniscono il loro talento narrativo per regalarci un racconto aereo che celebra Lazzaro Spallanzani in occasione del trecentesimo anniversario della sua nascita (1719-1799). Spallanzani fu un prestigioso scienziato del secolo dei Lumi. Si occupò di fisica, di matematica, di geologia, di chimica e soprattutto di biologia, ambito in cui si oppose alla teoria della generazione spontanea degli esseri viventi. La figura del naturalista viene rievocata dagli autori in un modo originale: attraverso una storia inventata che ruota attorno a un mistero, un furto di fossili, di cui lo scienziato fu ingiustamente accusato. Il racconto mette insieme personaggi frutto della fantasia, come il protagonista, l'adolescente Antonio, la giovane domestica dell'abate, Rosina, il sacerdote oscurantista, Don Liborio, e figure realmente esistite, lo stesso scienziato e il marchese di Scandiano. Siamo nella campagna emiliana nella seconda metà del Settecento, Spallanzani, impegnato nella ricerca delle rane, incontra casualmente Antonio, figlio del mugnaio del paese, ne rimane colpito e lo assume come aiutante. Il giovane sa leggere e scrivere, è alfabetizzato, una condizione che gli permette di accedere al mondo, fino ad allora sconosciuto, del naturalista. Un universo nuovo per un ragazzo abituato a lavorare duro nel mulino del padre, una dimensione fatta di libri, di ricerca su campo, di esperimenti, di contatti con i colleghi di Spallanzani e con i nobili locali. Un mondo che si schiude al protagonista e, di conseguenza, al lettore attraverso lo sguardo curioso e attento del ragazzo. È forse questo l'aspetto più interessante del racconto. Il farci avvicinare al naturalista attraverso l'occhio indagatore del figlio del mugnaio, di un giovane catapultato da un'altra realtà. Da lui sappiamo che Spallanzani con gli esperimenti sulle rane si convince che a far nascere i girini siano le uova di rana fecondate e non la fanghiglia dei fiumi, e confuta quindi la teoria della generazione spontanea, in voga a quel tempo. Una narrazione vivace, scorrevole sostiene tutto il racconto che a poco a poco diventa un racconto di formazione. La vicinanza con lo scienziato segna il cambiamento di Antonio che, attraverso la conoscenza, si emancipa senza però dimenticare le proprie radici.

Francesca Brunetti