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LiBeR Database | La bibliografia dei libri per bambini e ragazzi

Liber Database comprende gli archivi:

Liber_tutti i libri per bambini e ragazzi distribuiti in Italia dal 1987
Grigia_le pubblicazioni di "letteratura grigia" del settore del libro per bambini e ragazzi

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LiBeR Database è disponibile all'indirizzo www.liberdatabase.it; l'accesso riservato agli abbonati e richiede l’inserimento di una password.
E' disponibile una versione dimostrativa con funzionalità software complete e un numero limitato di record bibliografici.

Archivio Liber

Caratteristiche documentarie
Approfondimenti 
La valutazione dei libri per ragazzi 

Archivio Grigia

Caratteristiche documentarie 

Funzionalità software 

Principali funzioni e requisiti del software
Accessibilità
La catalogazione derivata

Catalogazione derivata con WinIride

Soluzioni per le scuole

Proposte e tariffe 

Abbonamenti 

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Soluzioni per le scuole
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Informazioni generali

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Calendario presentazioni
Credits

[ 20|01|2015 ]   IFLA - http://www.ifla.org

" Not an arrival point but the start for a passionate debate to be continued "
Italy coordinator's personal experiences on participating on prject The World through Picture Books [Lamberti, Antonella]
Argomento: LiBeR Database

 

[ 01|11|2011 ]  http://www.exposcuola.it

"LIBERWEB Incontri con gli insegnanti"
Incontri di presentazione di LiBeR Database nel padiglione del Salone Editoria della rassegna ExpoScuola (Padova 11-13 novembre 2010)
Argomento: LiBeR Database"

[ 11|05|2011 ]  Istituto Comprensivo Statale Amari Roncalli- http://www.scuolamari.it

"LiBeR database"
Argomento: LiBeR Database"

[ 11|05|2011 ]  Sistema bibliotecario lodigiano - http://bibliotechelodi.it

"LiBeR database"
Argomento: LiBeR Database"

[ 11|05|2011 ]  Centro di Servizio Bibliotecario di Scienze della Formazione “M. Puppo” - http://www.csbsdf.unige.it

"LiBeR Database - Nuova banca dati on line"
Argomento: LiBeR Database"

[ 14|01|2010 ]  INAF - http://www.media.inaf.it

"Libri di astronomia per bambini e ragazzi"
Argomento: LiBeR Database



Caratteristiche documentarie


LiBeR Database
documenta tutte le novità librarie per bambini e ragazzi distribuite in Italia a partire dal 1987.
Per novità s'intendono, seguendo la definizione Istat, le prime edizioni (prime pubblicazioni di manoscritti in lingua originale o tradotti) e le nuove edizioni o edizioni successive (quelle che si differenziano dalle precedenti modifiche apportate al testo originale o per variazioni nella veste tipografica).
Le ristampe, che non comportano modifiche, sono escluse dalla documentazione.
Le novità sono qui considerate in base alla data di effettiva distribuzione (il momento in cui raggiungono le librerie) e non a quella della loro pubblicazione.
La documentazione di LiBeR Database avviene attraverso la catalogazione, "libri in mano", ed è orientata al massimo recupero delle informazioni: grazie all'approfondita descrizione bibliografica, al suo sistema di soggettazione per parole chiave e alla valutazione di ogni opera permette di realizzare approfonditi percorsi di lettura, diversificati per fasce d'età. LiBeR Database rappresenta anche un ausilio per la catalogazione derivata.

Caratteristiche documentarie
LiBeR Database offre la massima valorizzazione degli accessi descrittivi, formali e semantici, ai documenti.
L’esame dei documenti che viene operato prevede la lettura integrale delle opere di narrativa e garantisce la completezza dell’analisi, dell’indicizzazione e della valutazione.

Descrizione formale
La descrizione formale è strutturata secondo le aree di ISBD(M). L’approfondimento è quello massimo applicabile (3° livello) di Anglo-American cataloguing rules.

Intestazioni
È garantito l’accesso al documento partendo da ogni tipo di responsabilità: non solo dai nomi dei principali responsabili della pubblicazione, ma anche a quelli dei contributi secondari, comprese le collaborazioni a parti, sezioni, apparati o opere contenute.
La normativa RICA è rispettata per la forma delle intestazioniSono attribuiti indicatori di responsabilità per individuare il tipo di contributo (autori dei testi, illustratori, curatori, traduttori, prefatori, ecc.).

Spoglio delle opere contenute
Viene fornita una nota analitica (titoli e responsabilità) di tutte le opere raccolte in una pubblicazione o di parti significative delle pubblicazioni, fino a un massimo di 10.

Materiali allegati
Sono descritti tutti i materiali allegati, mediante definizioni basate su ISBD(NBM). 

Descrizione semantica

È realizzata mediante un insieme di strumenti orientati al massimo recupero delle informazioni che, a seconda della loro combinazione, producono risposte di grado via via più complesso.

DDC

La Dewey decimal classification (22. edizione) è utilizzata in forma integrale e “aderente” in modo da costituire un'importante chiave di ricerca per tutte le tipologie di opere.

Classificazione per generi

Lo schema raccoglie ed elabora classificazioni della tradizione di letteratura giovanile ed è applicato a tutte le tipologie di opere.

Parole chiave e identificatori
Rappresentano un accesso per “soggetto” all’archivio dei libri per bambini e ragazzi, utilizzato sia per le pubblicazioni tradizionalmente oggetto di soggettazione (opere di non-fiction e divulgazione), sia per la fiction che, pur nella trattazione di fantasia, suggerisce possibili approcci semantici ai documenti.Con gli “identificatori” si rappresentano concetti riferiti a “persona”, “ente”, “luogo”, “cronologia”, “cose”.Parole chiave e gli identificatori sono elaborate in base agli standard ISO/DIS 5963-1981 e ISO/DIS 2788-1987.

SPIDER Il tesauro del libro per bambini e ragazzi
Parole chiave e identificatori implementano Spider, la lista controllata e strutturata con l’attribuzione di relazioni e attributi tesaurali (scope note, UF, USE, BT, NT, RT), che contiene solo termini usati nell’indicizzazione: ogni termine infatti punta ad almeno un documento presente nell’archivio.

Fasce d'età
Le fasce d'età danno un’indicazione orientativa sull'età di lettura delle pubblicazioni.

Abstract
È un testo a carattere non valutativo, finalizzato a fornire un'indicazione del contenuto, delle caratteristiche tipologiche e formali e degli aspetti fruitivi della pubblicazione, elaborato sulla base dei documenti ISO/DIS 5963-1981 e ISO/DIS 214-1976. L'abstract è articolato in due parti:
- la prima parte propone l'analisi indicativa del contenuto
- la seconda parte contiene le caratteristiche formali e le modalità fruitive.

La valutazione
LiBeR Database
offre una valutazione di tutti i libri per bambini e ragazzi documentati, mediante un giudizio sintetico espresso con “stellette”:

***** Da non perdere
**** Molto interessante
*** Meritevole di attenzione
** Di scarso interesse
* Di nessun interesse




Principali funzioni e requisiti del software

Il software di Liber Database è realizzato sulla base di Bookmarkweb, prodotto da Comperio (www.comperio.it).

Principali caratteristiche del software

Accesso alle notizie coerente e semplice
Visibilità dei campi di ricerca e delle liste
Facilità nel formulare ricerche complesse, salvare e stampare i risultati
Approccio (auto-)didattico alla consultazione
Accessi guidati tramite gli “scaffali virtuali”
Supporto nella ricerca attraverso le funzioni di aiuto contestuale

Requisiti hardware s software
Non sono richiesti particolari requisiti hardware, ma la disponibilità di un browser di ultima generazione, quale: Mozilla Firefox 1.5, Mozilla Suite 1.7, Opera 8.5, Netscape 8.0, Safari 2.0 (per MacOS X) e Internet Explorer 6 (per Windows).

Menu

Ricerca semplice
: accesso alle notizie attraverso la ricerca su pochi campi basilari e lo scorrimento delle relative liste
Ricerca avanzata: accesso alle notizie attraverso la combinazione di più campi di ricerca e lo scorrimento delle relative liste
Spider il tesauro: il tesauro del libro per bambini e ragazzi
Novità: i nuovi accessi del database
Scaffali virtuali: accessi predeterminati alle notizie per raggruppamenti tematici e percorsi di lettura
Bibliografia: le funzionalità per la gestione delle notizie bibliografiche
Utenti registrati: accesso alle funzioni on line riservate all'utente (visualizzazione dati personali)

Le ricerche 
LiBeR Database propone ricerche per campi. Le liste complete relative ai vari campi che consentono di:
1. inserire nella ricerca per campi una o più voci dall'elenco;
2. accedere alle notizie (per frase esatta) cliccando su una voce in elenco.

L'utente può cercare una notizia digitando una o più parole in uno o più campi di ricerca e utilizzando gli operatori booleani (AND, AND, OR, NOT) o i caratteri speciali sostitutivi (& | !).
Si possono eseguire ricerche per parole adiacenti e per frase esatta, per parti di parole o per troncamento.
Sono disponibili: funzioni di raffinamento della ricerca, vari formati di visualizzazione.
È possibile: cambiare l’ordinamento delle notizie, stamparle direttamente dall’OPAC, inserirle selettivamente in bibliografia, che può essere salvata e inviata per e-mail.
Tutte le sezioni di ricerca sono completate da sezioni e pagine di aiuto contestuale.

Gli “scaffali virtuali”
LiBeR Database propone alcuni accessi guidati al database, grazie a “scaffali virtuali” configurati in base a parametri di ricerca predefiniti, ritenuti significativi e modificabili nel tempo.
Sono previsti vari tipi di scaffali virtuali che offono:

Accessibilità
LiBeR Database è realizzato sulla base dell'Opac Bookmarkweb, progettato nel rispetto delle raccomandazioni in termini di accessibilità fornite dal Consorzio mondiale per il Web (W3C) nell'ambito della iniziativa per l'accessibilità del Web (WAI). Il documento di riferimento per rendere questo strumento accessibile è stata la raccomandazione del W3C pubblicata il 5 maggio 1999, sulle linee guida per il contenuto del Web (WCAG 1.0).
Lo strumento ideale per la biblioteca o la scuola che intenda predisporre una postazione speciale per disabili, ma anche per favorire tutti gli utenti con accessi alle notizie e funzionalità più visibili e interessanti.
Consulta la dichiarazione di accessibilità di LiBeR Database. 



Accessibilità

In materia di accessibilità LiBeR Database ha cercato di rispettare pienamente le indicazioni della legge 9 gennaio 2004, n. 4, recante "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici" (nota come Legge Stanca), in base a quanto stabilito nel relativo Regolamento di attuazione (9 luglio 2004).
LiBeR Database è realizzato sulla base dell'Opac Bookmarkweb, progettato nel rispetto delle raccomandazioni in termini di accessibilità fornite dal Consorzio mondiale per il Web (W3C) nell'ambito della iniziativa per l'accessibilità del Web (WAI). Il documento di riferimento per rendere questo strumento accessibile è stata la raccomandazione del W3C pubblicata il 5 maggio 1999, sulle linee guida per il contenuto del Web (WCAG 1.0).
Nella valutazione del grado di accessibilità delle risorse messe a disposizione dall'OPAC Bookmarkweb, sono state usate applicazioni di supporto alla validazione; tuttavia, grande attenzione è stata posta alla valutazione analitica e manuale da parte di personale qualificato in materia, seguendo i punti di controllo esposti in WCAG 1.0.
A seguito dei controlli effettuati, l'OPAC Bookmarkweb è stato valutato essere conforme al massimo livello di accessibilità (tripla A).
Tutte le pagine sono validate XHTML 1.1 Strict.
Lo strumento ideale per la biblioteca o la scuola che intenda predisporre una postazione speciale per disabili, ma anche per favorire tutti gli utenti con accessi alle notizie e funzionalità più visibili e interessanti.

Consulta la dichiarazione di accessibilità di LiBeR Database.




La catalogazione derivata

LiBeR Database è una fonte per la catalogazione derivata, grazie alla piena compatibilità con Unimarc e alla disponibilità del protocollo Z39.50.

 

LiBeR Database è una bibliografia pubblicata su Internet in forma di OPAC (Catalogo On line di Pubblico Accesso): rende quindi disponibili all’utente – anche a chi utilizza LiBeR Database come strumento per la catalogazione derivata – tutte le tradizionali funzionalità di un catalogo on line.
L’unica differenza è la modalità di accesso, che in LiBeR Database è riservata ai soli utenti abbonati al servizio.
L’utente abbonato può accedere a LiBeR Database solamente tramite registrazione, inserendo il codice e la password comunicati da Idest all’atto dell’abbonamento.
Tali dati sono strettamente personali e possono essere utilizzati solamente dall’abbonato.
A questo scopo, sono attivi in LiBeR Database on line meccanismi di controllo di eventuali accessi contemporanei, che non permettono connessioni multiple al database con lo stesso numero di abbonamento e la stessa password.
Una volta registrato, l’utente può interrogare LiBeR Database utilizzando tutti i parametri di ricerca predisposti e tutti i canali di ricerca speciali (le sezioni “a scaffale”).
LiBeR Database restituisce i risultati in un elenco di notizie che presentano le informazioni principali di ciascun documento (autore, titolo, editore, data di pubblicazione, descrizione fisica, collana ed eventuali note); ciascun titolo compare in forma di link alla relativa scheda bibliografica completa, dove saranno riportate tutte le informazioni del record LiBeR Database.

Cattura delle notizie tramite procedura copia-incolla
Le notizie possono essere visualizzate nelle modalità disponibili nel menu di gestione dei risultati (che compaiono all’inizio e alla fine della lista di record estratti con la ricerca), ovvero nei formati:
– elenco (informazioni bibliografiche principali, già di per sé utili al riconoscimento del documento che si deve catalogare);
– scheda (la visualizzazione ‘a bandiera’, con tutte le informazioni bibliografiche fornite da LiBeR Database disposte in tabella);
– unimarc (lo standard internazionale per lo scambio di informazioni bibliografiche, utilizzato dalla maggior parte dei software di catalogazione bibliotecaria come principale formato di esportazione dei dati).
La visualizzazione dei risultati in formato “unimarc” costituisce già una prima modalità d’uso per la catalogazione derivata: il catalogatore che opera in un ambiente software che consente il copia-incolla dal formato unimarc può selezionare il record unimarc in LiBeR Database e copiarlo nel campo riservato a tale funzionalità nel programma in uso presso la propria biblioteca.

Esportazione dei dati
Sono inoltre disponibili le funzioni di esportazione multipla dei record in formato testo e unimarc, attraverso il modulo “bibliografia”.
Una volta visualizzati i risultati della ricerca, l’utente può selezionarne alcuni (cliccando la casella di scelta presente in corrispondenza di ciascun record estratto) e inserirli nella bibliografia con la funzione “aggiungi alla bibliografia”, presente nel menu di gestione dei risultati.
È possibile anche aggiungere alla bibliografia tutti i record estratti: in questo caso non è necessario selezionarli, ma è sufficiente utilizzare la funzione “aggiungi tutti alla bibliografia”.
Le funzioni di composizione della bibliografia sono utilizzabili dall’utente che intenda comporre una qualsiasi selezione di notizie da conservare per un loro utilizzo in un secondo momento.
Le notizie inserite in bibliografia vengono infatti conservate fino al termine della sessione di connessione a LiBeR Database: è quindi possibile operare successive ricerche e selezionare altri record da aggiungere alla bibliografia.
Una volta composta la bibliografia desiderata, l’utente ha a disposizione le seguenti opzioni di salvataggio:
– può salvare le notizie in formato unimarc, cliccando il pulsante “salva .uni” presente nel menù di gestione della bibliografia. Il file scaricato non potrà essere visualizzato da un normale editor di testo ma solamente da software che gestiscono il formato unimarc (solitamente, per importazione): tale funzionalità è presente in buona parte dei software di catalogazione sul mercato;
– può salvare sul proprio computer un file in formato testo contenente le notizie inserite in bibliografia (solo per la parte descrittiva), cliccando il pulsante “salva .txt” presente nel menù di gestione della bibliografia;
– può inviarle (solo per la parte descrittiva) via email, cliccando il pulsante “invia per e-mail” e inserendo un indirizzo di posta elettronica valido.
Le opzioni “salva .txt” e “invia per e-mail” sono utili per comporre una bibliografia selezionata a uso informativo e didattico, ma non forniscono tutte le informazioni bibliografiche del record Liber disponibili per la derivata.

Il formato unimarc
Il catalogatore potrà utilizzare l’opzione “salva.uni”, che consente il salvataggio di tutte le informazioni bibliografiche contenute nel record di LiBeR Database secondo la corretta sintassi prevista dallo standard internazionale.
Una volta salvato il file “export.uni”, sarà sufficiente importarlo nel proprio catalogo con il software di catalogazione in uso (se in grado di derivare una notizia bibliografica attraverso l’importazione dal formato unimarc) per ottenere una copia esatta del record di LiBeR Database.
Le informazioni bibliografiche contenute nel record di LiBeR Database vengono esportate in formato unimarc seguendo la numerazione dei campi (TAG) prevista dallo standard, il che garantisce che le informazioni vengano importate nei campi corrispondenti.
LiBeR Database utilizza una serie di tecniche di indicizzazione e di 
rappresentazione del contenuto specificamente orientate alle caratteristiche dei libri per bambini e ragazzi, che implementano alcuni campi particolari. Questi campi specifici contribuiscono in massima misura ad arricchire il record bibliografico di LiBeR Database, ed è opportuno non perderne il contenuto nel corso della catalogazione derivata, in modo da conservarne le potenzialità anche nei cataloghi locali.
Specificamente, questi campi che contraddistinguono il record di LiBeR Database vengono esportati nei seguenti TAG Unimarc:
– parole chiave (principali e secondarie) e identificatori, dal tesauro Spider: 960
– generi: 961
– fascia d’età: 962
– valutazione: 969
– citazione (il riferimento alle eventuali recensioni apparse sulla rivista LiBeR): 321 (nota relativa alla disponibilità di indici / abstracts esterni)
– abstract: 330
– tipologia parascolastica: 333 (nota d’uso o di destinazione della pubblicazione).
Per il catalogatore è sufficiente verificare, eventualmente con l’aiuto dell’assistenza tecnica del software utilizzato, la presenza di campi corrispondenti a quelli sopra indicati per valutare l’esito di un’importazione del record bibliografico LiBeR Database.
Idest fornisce su richiesta le necessarie specifiche tecniche alle aziende interessate a sviluppare un’importazione corretta del record unimarc da LiBeR Database.

Il protocollo Z39.50
La stessa indicazione è da ritenersi valida per chi utilizzerà LiBeR Database come catalogo di riferimento per la catalogazione derivata via Z39.50.
LiBeR Database può infatti essere interrogato anche da client Z39.50, ovvero da strumenti che utilizzano tale protocollo di interrogazione per derivare informazioni bibliografiche da basi dati diverse.
Molti software di catalogazione in commercio hanno implementato tale funzionalità. LiBeR Database può essere utilizzato quindi anche come banca dati di riferimento: ma, essendo on line, l’importazione del record selezionato avverrà solamente dopo aver immesso il proprio codice di abbonamento e la propria password nel modulo di regolamentazione degli accessi che comparirà interrogando LiBeR Database in questa modalità.
Idest a breve invia su richiesta ai propri abbonati i parametri di configurazione per attivare la catalogazione derivata via Z39.50 da LiBeR Database on line.

Obblighi contrattuali dell’utente della catalogazione derivata
In base alla licenza d’uso che deve essere sottoscritta per attivare l’abbonamento a LiBeR Database, gli utenti beneficiari possono effettuare catalogazione derivata a loro uso esclusivo. Ogni cessionario, sia esso ente, istituto o soggetto privato, non può effettuare la catalogazione derivata da LiBeR Database per un numero di beneficiari superiore a quello previsto dalla licenza d’uso formalizzata con Idest s.r.l.
Pertanto il cessionario di licenza singola non può utilizzare LiBeR Database, in modalità di catalogazione derivata, per l’implementazione di cataloghi collettivi, per la cui autorizzazione è necessario sottoscrivere una speciale licenza d’uso “collettiva”, con l’elenco di tutti i soggetti che beneficeranno di LiBeR Database.
La catalogazione derivata per l’implementazione di cataloghi collettivi o partecipati ai quali partecipano enti non riportati in tale elenco potrà essere comunque effettuata solo a seguito di accordi specifici con Idest s.r.l.

Catalogazione derivata con WinIride




Catalogazione derivata con Winiride

Winiride, il software realizzato dall'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica (ex Indire), ha sempre garantito la possibilità di effettuare la catalogazione derivata da LiBeR Database, fin dalla versione su cd-rom. Questa opportunità è rimasta anche con la versione on line di LiBeR Database. Nella versione 4 di Winiride sono attive funzionalità che consentono di effettuare la catalogazione derivata da LiBeR Database on line

 

Le novità più rilevanti della versione 4 di Winiride sono:
– la certificazione al protocollo SBNMARC
– la catalogazione derivata da LiBeR Database in versione Internet
– la catalogazione partecipata per la realizzazione di OPAC.
La catalogazione derivata da LiBeR Database è stata sviluppata con la logica del copia/incolla.

La funzione prevede tre momenti:
– ricerca del documento
– trasferimento delle informazioni in Winiride
– modifica e completamento del documento.

La ricerca viene effettuata in LiBeR Database, partendo da Winiride: Esempio schermata Winiride, figura 1


Individuato il documento da derivare, occorre selezionarlo e visualizzarlo in formato Unimarc.
Una volta che un singolo documento è mostrato a video con il formato Unimarc, il testo della notizia bibliografica dovrà essere selezionato e copiato tutto con le funzioni “Seleziona tutto” e “Copia” dal menu “Modifica”:
Esempio schermata Winiride, figura 2
Le informazioni selezionate verranno appoggiate in un’area di memoria temporanea da dove andremo a riprenderle, rifomattarle e caricarle in Winiride, con la funzione di incolla dopo il copia:
Esempio schermata Winiride, figura 3

Il sistema dà quindi una conferma che il documento è stato correttamente importato: Esempio schermata Winiride, figura 4
Viene infine richiesto il completamento del documento:

Scegliendo “Si”, il documento importato è modificabile e possono essere aggiunte le informazioni amministrative e quelle mancanti.
I descrittori esportati da LiBeR Database (tesauro Spider) vengono confrontati con le liste TEE e LGI di Winiride e inseriti nei relativi campi.
Se si tratta di descrittori non corrispondenti alle liste, vengono inseriti nel campo “Descrittori proposti”.
Anche gli autori e gli editori vengono confrontati con le liste di Winiride e caricato il relativo codice.

Informazioni
Per maggiori informazioni o problemi di utilizzo del software Winiride, l'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica (ex Indire) ha attivi i seguenti servizi di HELP:
– telefonico 055-2380301
– e-mail winiride@indire.it




Approfondimenti

LiBeR Database fin dal 1987 ha rappresentato un'esperienza avanzata nel campo della documentazione dei libri per bambini e ragazzi. Il servizio - nato nell'ambito della Biblioteca Gianni Rodari di Campi Bisenzio e poi prodotto e sviluppato da Idest - ha rivolto la massima attenzione ai servizi catalografici e informativi delle biblioteche pubbliche e scolastiche, alle quali si offre come un ausilio fondamentale.
Nella progettazione e nello sviluppo del servizio proprio i temi della documentazione hanno avuto importanti occasioni di inquadramento e approfondimento nell'ottica dei libri per bambini e ragazzi.
Molti dei seguenti contributi di approfondimento su questi temi sono stati pubblicati sulla rivista Record che dal 2002 al 2006 ha accompagnato la versione su cd-rom di LiBeR Database.

Documentare i libri per ragazzi
L’attenzione ai problemi della catalogazione e della documentazione nell’ambito delle biblioteche per ragazzi è un dato relativamente recente, frutto di un nuovo atteggiamento professionale improntato alla conquista di una strumentazione “scientifica”, adeguata alle caratteristiche di una produzione editoriale crescente e variegata e alle nuove esigenze degli utenti, siano essi ragazzi, insegnanti, genitori

Documentare con efficacia: l'abstract
L’abstract di LiBeR Database è un testa formulato con la scopo di fornire una sommaria indicazione del contenuto, della caratteristiche tipologiche e formali e degli aspetti fruitivi dei libri per ragazzi documentati nell'archivio. I criteri di formulazione dell'abstract sono stati formulati, fin dal 1988, sulla base di un'analisi degli standard internazionali e delle caratteristiche dell'editoria del settore, che iniziava allora la sua fase di massima sviluppo e rinnovamento

Tra documentazione e critica
“Documentazione” e “critica” – con i relativi complessi di attività, regole e criteri che le contraddistinguono – sono due distinti approcci che entrambi concorrono alla definizione del modello d’informazione bibliografica di LiBeR e LiBeR Database

Indicizzare fiction e non fiction
Il primo di una serie di interventi per approfondire i criteri di utilizzazione delle parole chiave e degli identificatori nell’indicizzazione semantica dei libri per bambini e ragazzi adottata in LiBeR Database

L'identificazione dei "soggetti"
Il secondo contributo sui criteri di indicizzazione per parole chiave e identificatori: come lo staff dei documentalisti di LiBeR Database affronta il lavoro di indicizzazione per identificare i “soggetti”, con particolare riferimento alle opere di fiction

La scelta dei termini d'indicizzazione
Il terzo contributo sull'indicizzazione per parole chiave e identificatori: sulla base del procedimento di analisi concettuale si delineano i principali criteri di scelta dei termini di indicizzazione utilizzati in LiBeR Database

Classificazione: non solo numeri
L'uso della Classificazione decimale Dewey in LiBeR Database si propone come un'interessante chiave di ricerca che si integra in un articolato sistema di recupero delle informazioni. Per questo nella sua utilizzazione sono state adottate scelte particolari e a volte originali




Documentare i libri per ragazzi

L’attenzione ai problemi della catalogazione e della documentazione nell’ambito delle biblioteche per ragazzi è un dato relativamente recente, frutto di un nuovo atteggiamento professionale improntato alla conquista di una strumentazione “scientifica”, adeguata alle caratteristiche di una produzione editoriale crescente e variegata e alle nuove esigenze degli utenti, siano essi ragazzi, insegnanti, genitori

Riflettendo su come, In Italia, è stato affrontato il problema della catalogazione e della documentazione dei materiali delle biblioteche o delle sezioni ragazzi, ci accorgiamo che, se per un verso si sono seguite le vicende delle politiche catalografiche applicate ai materiali rivolti agli adulti, per un altro si è sofferto, perlomeno fin verso la fine degli anni ‘80, di una particolare condizione di isolamento e di esclusione dagli sviluppi intervenuti nelle tecniche catalografiche, e ciò in linea con lo status di "grande esclusa" mantenuto nel tempo dalla letteratura infantile.
Prima della metà degli anni '70, prima cioè dell'avvio del processo di crescita delle biblioteche di ente locale, un vero e proprio “problema catalografico e documentario” quasi non si è posto agli operatori, a causa della pressoché completa “segregazione” del libro per bambini e ragazzi nel chiuso delle aule e degli ambienti scolastici. Durante gli anni '70, le esigenze di gestione delle poche sezioni per ragazzi attivate sul territorio nazionale hanno solo sporadicamente portato il tema all'attenzione del pubblico dei bibliotecari, col risultato di approdare nella maggior parte dei casi a soluzioni estremamente semplificate e fortemente localizzate. È verso la metà degli anni '80 quando le riflessioni sull'esperienza maturata nella biblioteca pubblica, l’insorgere del concreto problema: "ragazzi in biblioteca: che fare?", l'affermarsi di esperienze pilota di biblioteche per ragazzi e la nascita di riviste di informazione bibliografica come diretta filiazione di ambito bibliotecario, la crescita delle offerte editoriali hanno finalmente portato allo scoperto la necessità di affrontare il tema avvalendosi di strumenti professionalmente adeguati. Tant'è che da questo momento in poi il trattamento catalografico del libro rivolto ai bambini e ai ragazzi ha rappresentato un buon terreno di produzione di proposte e di analisi anche molto avanzate.
Comunque anche le vicende catalografiche e documentarie vale l'immagine, comune ormai a tutti gli aspetti del libro per bambini e ragazzi: quella di un lento ma deciso processo, ancora in corso, di affermazione di dignità, che ha teso a rompere una separatezza storica, superata anche con il varo della serie “Libri per ragazzi” della BNI nel 1995.
Più avanzata in questa, come in altre branche della biblioteconomia e della pratica bibliotecaria, è stata la realtà del mondo anglosassone e in particolare degli Stati Uniti dove l'attenzione al settore ha portato fin dal 1966 la Library of Congress a creare l'Annotated Card (AC) Program, un programma di adattamento della catalogazione della biblioteca alle particolarità del settore in materia di catalogazione semantica e a riconoscere la necessità della catalogazione standardizzata – richiesta fin dal 1969 dal Cataloging of Children's Materials Committee – e ufficialmente accettata dall'ALA nel 1982 con le Guidelines for standardized cataloging of children's materials.

Le biblioteche di ente locale

Da noi, invece, a smuovere le acque è stato principalmente l'atteggiamento degli operatori delle biblioteche di ente locale che si sono misurati con l'istituzione di servizi per i ragazzi, verificando la necessità di un innalzamento del livello di prestazione dei servizi informativi e catalografici. Queste realtà hanno contribuito a sviluppare un nuovo atteggiamento professionale, improntato alla conquista di una strumentazione "scientifica", che fosse in sintonia con gli standard e le norme internazionali. Ma è emersa anche la necessità di adattare, perfezionare gli strumenti di lavoro, adeguarli alle caratteristiche di una produzione editoriale sempre più complessa e variegata e all’esigenze degli utenti che, a partire dai lettori più giovani, maturavano nuove abitudini e propensioni di lettura.
LiBeR Database, nato nel 1987, ha rappresentato questa tendenza, che guarda ai servizi catalografici e informativi della biblioteca con attenzione particolare ai rapporti esistenti tra catalogazione e documentazione: la prima che media l'accesso al documento, la seconda che ne accentua i contenuti formali e semantici, potenziando l'accesso all'informazione.
L’attuale società dell'informazione, caratterizzata da una produzione documentaria enorme, riversa in biblioteca nuove esigenze: quelle provenienti dagli utenti, che hanno necessità di sempre maggiore informazione per operare scelte di lettura, quelle fatte proprie dagli operatori che si trovano nella posizione di dover fornire, ottimizzando le risorse, risposte informative quantitativamente e qualitativamente complesse predisponendo strumenti e iniziative di promozione.
L'operatore della biblioteca pubblica per ragazzi, per il tipo di utenti a cui si rivolge (non solo ragazzi, ma anche insegnanti e genitori), deve essere in grado di utilizzare forti competenze informative e documentarie.
Ne è un esempio il lavoro bibliografico svolto nell’ambito della “letteratura grigia” : dai cataloghi delle mostre, alle bibliografie, agli atti di convegni, ai materiali di promozione della lettura. Un lavoro ricco di progettualità, che attinge metodi e competenze dai campi della documentazione, della bibliografia, della comunicazione e che si caratterizza per una forte impronta promozionale.
È questo un impegno notevolmente cresciuto negli ultimi anni, che ha stimolato la ricerca di nuovi strumenti e modelli di intermediazione bibliografica e di orientamento e per il quale si rendono indispensabili tecniche approfondite di indicizzazione, di rappresentazione del contenuto e di recupero delle informazioni.
A questo ha mirato LiBeR Database che – con il massimo approfondimento della descrizione bibliografica (3° livello AACR2), la pluralità di accessi per autore (vedi scheda sopra), la descrizione semantica comprensiva di generi, CDD, parole chiave e identificatori (ISO/DIS 5963-1981 e ISO/DIS 2788-1988), fasce d’età e scolastiche, lingua di pubblicazione e paese di origine, abstract (ISO/DIS 214-1976 e ISO/DIS 5963-1981) – dal 1987 ha documentato l’intera produzione libraria per bambini e ragazzi.

D. Bartolini, R. Pontegobbi
(da Record, 1)




Documentare con efficacia: l'abstract

L’abstract di LiBeR Database è un testo formulato con la scopo di fornire una sommaria indicazione del contenuto, della caratteristiche tipologiche e formali e degli aspetti fruitivi dei libri per ragazzi documentati nell'archivio. I criteri di formulazione dell'abstract sono stati formulati, fin dal 1988, sulla base di un'analisi degli standard internazionali e delle caratteristiche dell'editoria del settore, che iniziava allora la sua fase di massima sviluppo e rinnovamento

L’abstract in LiBeR Database è un testo di presentazione, finalizzato a fornire una sommaria indicazione del contenuto, delle caratteristiche tipologiche e formali e degli aspetti fruitivi del documento. Il testo può avere una lunghezza massima di circa 45 parole.
Per la formulazione del testo viene di norma utilizzato uno schema che individua due parti fondamentali: nella prima si descrive il contenuto del documento, nella seconda le sue caratteristiche tipologiche, formali e fruitive.

PRIMA PARTE 
Nell'interfaccia di LiBeR Database la prima parte è contrassegnata con l'etichetta "sommario". 

Esplicitazione della natura del documento
La tipologia del documento (es. racconti, filastrocche, epistolari, dizionari, ecc., mentre in genere si omette romanzo) va indicata in forma diretta, senza giri di frasi (es.: non “il libro contiene una raccolta di fiabe", ma "raccolta di fiabe"). Nel caso di monografie a carattere divulgativo si evita la definizione monografia, che può essere talvolta sostituita dai termini manuale (nozioni base di una disciplina) o compendio (esposizione sommaria, riassuntiva).

Analisi indicativa dei contenuto
Il contenuto è presentato con l'indicazione:
- del contesto disciplinare in cui è trattato, se non è quello tipico (es.: per gli animali non si indica "nella zoologia", ma si indica "nell'agricoltura", "nello sport”, ecc.) e, nel caso di opere narrative, dell'ambiente (contesto spazio-temporale in cui si svolge la vicenda);
- del sistema di trattazione (es.: narrativo, sperimentale, episodico, sistematico);
- degli effetti pratici cui il contenuto è collegato (es.: il soggetto mostrato sotto l'ottica del suo uso o dei suoi effetti su altri soggetti).
Non vengono esposte o discusse le tesi dell'autore e i suoi punti di vista.
L'analisi è svolta in modo molto accurato, in modo da permettere di identificare in maniera precisa il contenuto fondamentale di un documento, al fine di determinare l'interesse che esso presenta per il lettore, senza condizionamento da parte del compilatore.
In particolare per la fiction si descrivono: protagonista (sesso, età, situazione familiare, nazionalità), nucleo della vicenda, luogo e periodo storico in cui questa si svolge, segnalando anche, in una forma o nell'altra, il caso specifico in cui la storia sia narrata in prima persona.
Per la divulgazione si accenna ai temi principali affrontati nel documento, segnalando il contesto disciplinare qualora sia atipico, gli effetti pratici a cui il contenuto è collegato e, in rari casi, lo scopo dell'opera, se dichiarato e significativo.

SECONDA PARTE
La seconda parte dell'abstract è destinata alle informazioni sulla forma de1 documento e su tutte le sue parti non essenziali ma accessorie. Nell'interfaccia di LiBeR Database la prima parte è contrassegnata con l'etichetta "caratteristiche formali". 
Contiene dunque informazioni su: caratteristiche tipologiche, formali, fruitive; paratesto; indici, prefazioni, postfazioni, apparati didattici e di approfondimento; note; allegati; uso del libro.

Individuazione degli aspetti fruitivi e funzionali del documento
Questa parte dell'abstract è coordinata con i campi che contengono la descrizione fisica, le note e l'indicazione della rilegatura dei documenti. Sono descritte le caratteristiche lessicali, tipografiche, iconografiche (particolari caratteri, illustrazioni, parti mobili o animate ... ) e la presenza di apparati didattici e supporti alla lettura interni o esterni al testo (quesiti, esercizi, attività, proposte operative, bibliografie, ecc.). Per le opere di narrativa, è indicato se si tratta di versione integrale o il tipo d'intervento subito (per esempio se sono opere abbreviate o riscritte).

Segnalazione dello scopo del documento
Si segnala lo scopo del documento se:
- la segnalazione non è ridondante o superflua (ovvero se già dalle altre parti della presentazíone non si evince lo scopo del documento);
- lo scopo è "intenzionale" (ovvero, non aggiungendo proposte del compilatore di spunti per attività da svolgere col libro).

Descrizione
Gli elementi di lay-out e in genere le caratteristiche editoriali, di confezione, ecc. sono descritti secondo il seguente schema:
- tipo di materiale se diverso dalla carta (cartonati, i libri in stoffa o in plastica, ecc.);
- formato del libro nel caso si tratti di minilibro, tascabile o di grande formato;
- eventuali sagomazioni o particolari strutturazioni delle pagine;
- tipo di caratteri, segnalando se sono molto piccoli o molto grandi, in stampatello, in maiuscolo, con termini evidenziati, ecc.;
- assenza o presenza di illustrazioni (indicando se monocromatiche, a colori, su doppia pagina, postillate ... );
- coloriture o decorazioni di pagine;
- foto e carte geografiche;
- prospetti, tabelle, annotazioni riquadrate, note a piè di pagina, glossari, indici analitici, rimandi interni, notizie sugli autori e tipo di rilegatura se diversa da "brossura" o "rilegato" per esempio quella con punto metallico - e altre peculiarità, come la presenza di oggetti non indicati quali allegati nel campo della descrizione fisica perché inamovibili dal libro o di eventuali gadget.
Per documenti nei quali le caratteristiche formali sono parte così importante, al punto che la loro mancanza nell'abstract pregiudicherebbe sostanzialmente anche il contenuto, la prima parte dell'abstract può contenere anche una descrizione formale, essenziale a definire il tipo di libro. Viene chiarito nella prima parte e non nella seconda nei seguenti casi:
- se il testo è esclusivamente sotto forma di domande e risposte;
 - se tutto il libro (o la maggior parte di esso) presenta figure accompagnate dal termine corrispondente;
- se le illustrazioni sono parte essenziale del contenuto del libro.
Adeguati termini descrittivi inseriti nella seconda parte dell'abstract consentono di recuperare informazioni sui libri rivolti alle ragazzine, libri elettronici (con supporti elettronici e/o sonori, come tastierine musicali, chip sonori, ecc).

(da Record, 2)

  Un abstract in pieno stile
Le principali norme redazionali di LiBeR Database

Lo stile dei testo di presentazione è semplice, chiaro, scorrevole, sintetico, con frasi brevi ma compiete. Sono omesse forme introduttive e avverbi che non aggiungono elementi significativi (come "nel libro l'autore", "tuttavia", "nella parte finale").
Particolare attenzione è dedicata all'uso degli aggettivi, per evitare che certe qualificazioni relative agli argomenti o alle caratteristiche fruitive dei documento sembrino il prodotto di valutazioni dei compilatore.
I verbi sono usati preferibilmente nella forma attiva e nel tempo presente.
Si evitano verbosità, appesantimenti, ridondanze letterarie, ripetizioni, allitterazioni, pleonasmi (per esempio "varie» o "successive" per aggettivare 1asi") ed elenchi di parole precedute ciascuna da articolo.
Incisi fra parentesi o lineette sono usati con estrema parsimonia.
I periodi sono ridotti al massimo; preferibilmente ciascuna parte è composta da un unico periodo. Non sono usate abbreviazioni.
I numeri sono scritti in lettere fino al nove, in cifre dal 10 in poi o quando indicano l'età di un personaggio. I secoli si scrivono in lettere con iniziale maiuscola ("Seicento"), altrimenti nella forma "secolo» seguita da numeri romani; i decenni si scrivono in due cifre precedute da virgoletta ("anni '80").






Tra documentazione e critica

“Documentazione” e “critica” – con i relativi complessi di attività, regole e criteri che le contraddistinguono – sono due distinti approcci che entrambi concorrono alla definizione del modello d’informazione bibliografica di LiBeR e Liber Database

Nel campo dell’informazione, “documentazione” e “critica” sono due ben distinti approcci.
Quando parliamo di “documentazione” ci riferiamo a un complesso di attività di raccolta, ordinamento, classificazione, diffusione e utilizzazione delle informazioni che sono proprie della professione documentalistica e che conferiscono all’informazione gradi crescenti di strutturazione e connotati di particolare efficacia.
La critica, invece, responsabile di un orientamento del destinatario dell’informazione di cui si fa veicolo, si fa diritto e dovere di introdurre criteri valutativi e selettivi nella presentazione dei documenti.
Ma le due discipline possono concorrere a un efficace modello d’informazione bibliografica?
Una possibile risposta a questa domanda può venire da una breve disamina dell’esperienza di LiBeR e di LiBeR Database, strumenti di diffusione dell’informazione che dal 1988 si sono mossi all’interno di una piena logica documentaria finalizzata a:
1 - contribuire a colmare le carenze informative sui libri per ragazzi tipiche della realtà italiana che, allora, offriva un panorama piuttosto sconfortante;
2 - mettere a disposizione di bibliotecari e insegnanti, principali intermediari dell’informazione bibliografica, metodi e tecniche di tipo documentario indirizzati a potenziare l’efficacia dell’organizzazione e della gestione dell’informazione, della ricerca e della consulenza. 

Accentuate competenze di organizzazione e diffusione delle informazioni sono infatti condizioni essenziale nella costruzione di un servizio di pubblica lettura rivolto ai ragazzi.
Per far sì che questo approccio documentario potesse migliorare la qualità e l’efficacia dell’informazione bibliografica, furono  individuati alcuni criteri:
– la completezza e il massimo rigore del controllo bibliografico, esteso a tutte le novità
– la tempestività, garantita dal fatto che il processo documentario avviene nel momento in cui il libro raggiunge effettivamente il circuito distributivo
– la scientificità e l’ampiezza del recupero delle informazioni.

Questo metodo, attuato fin dall’inizio nell’esperienza di LiBeR Database, ha consentito di seguire con un’attenzione particolare le tendenze della produzione editoriale, sempre in continua evoluzione, e di ricostruire per i destinatari dell’informazione un panorama editoriale “reale”, che non trascurasse l’emergere di nuovi fenomeni a testimonianza dei gusti e delle preferenze di lettura dei giovani che si muovono spesso sull’onda dell’attualità, anche di quella editoriale. 
D’altronde, la giovane età dei lettori del settore di riferimento non si traduce in domande d’informazione bibliografica meno complesse rispetto a quelle poste dai lettori adulti, soprattutto per il ruolo forte che in questo settore viene esercitato dagli intermediari, siano essi bibliotecari o insegnanti. Un ragazzo che chieda di leggere altri libri che gli permettano di prolungare il piacere provato con precedenti letture, o l’insegnante che voglia affrontare con i bambini temi specifici o seguire una fiaba attraverso le sue diverse versioni, non pongono domande più semplici di studenti o ricercatori che si avvalgono di servizi bibliotecari e di informazioni bibliografiche avanzati.
Anch’essi devono, infatti, trovare risposte specifiche e molto articolate alle loro richieste, e data la pluralità di elementi da considerare (l’età dei lettori, le diverse forme di linguaggio e presentazione del contenuto, le modalità fruitive dei vari tipi di documenti disponibili, ecc.) pongono il sistema di informazione di fronte a forti responsabilità.
È di grande utilità pertanto garantire la possibilità di individuare dei percorsi di lettura, ed è questa un’esigenza fondamentale anche nel settore dei libri rivolti ai più piccoli, rispetto ai quali troppo spesso vi è una limitazione a livelli informativi attenti solo agli aspetti formali.
Un albo cartonato può esprimere contenuti informativi adeguati a una certa fascia d’età che vanno recuperati e non perduti dietro classificazioni meramente formali.
Ma costruire un percorso di lettura può essere un fatto molto impegnativo, per la complessità sia dell’universo infantile e giovanile cui ci riferiamo, sia di quello afferente alla intermediazione istituzionale. Per questo nel fornire informazione bibliografica è necessario garantire la possibilità di un ampio recupero delle informazioni.
Un rapporto corretto, se pur parzialmente rinnovato, con la tradizione biblioteconomica e documentaria dà questa possibilità, assumendo le tecniche biblioteconomiche e documentarie a garanzia di scientificità, omogeneità e capacità di recupero, soprattutto con il riferimento a standard internazionali, sia per quanto attiene la descrizione dei documenti sia per una corretta attività di indicizzazione, analisi e rappresentazione del contenuto.
Su questo fronte LiBeR Database ha inteso dare risposta approntando vari e articolati strumenti di recupero – e facendoli convivere nel sistema informativo conservando ognuno la propria autonomia e specificità – promuovendo la loro interazione, in un contesto di complementarità, per produrre, a seconda delle modalità di combinazione adottate, risposte di grado via via più sofisticato; consentendo infine l’effettuazione di strategie di ricerca sia pre che post-coordinate.

Documentazione e valutazione

E con ciò torniamo al tema con cui ha preso avvio questo contributo, quello del rapporto tra documentazione e valutazione della produzione editoriale, che ci porta a riflettere anche sul ruolo della critica nell’informazione bibliografica.
Negli ultimi anni, di fronte alla crescita che si è verificata nella produzione editoriale, i principali destinatari dell’informazione bibliografica in questo settore – i bibliotecari delle biblioteche pubbliche e scolastiche, gli insegnanti e gli operatori della promozione della lettura – hanno accusato notevoli problemi sul piano della possibilità e disponibilità all’aggiornamento.
È improbabile che possano essere letti e analizzati molti libri, mentre i ragazzi pongono esigenze e richieste di lettura che presuppongono conoscenze di una certa precisione sui temi e le caratteristiche di molteplici libri.
Non bastano dunque per un’informazione bibliografica veramente efficace i principi sopra espressi, seppur indispensabili. Ecco quindi da ciò scaturire la necessità dell’orientamento, l’opportunità di aggiungere valore critico agli strumenti di informazione bibliografica per trasformarli in utili elementi di un sistema di promozione della lettura.
Di fronte al “pianeta dell’incompetenza” che ha caratterizzato intere epoche della critica della letteratura per l’infanzia – e recentemente quella dei tanti media che sporadicamente si sono occupati del settore – la politica di LiBeR è stata caratterizzata dalla messa in opera di strumenti di valutazione quali le recensioni, che avanzno proposte di qualità, dando pertanto alle opere più significative lo spazio che esse meritano, e di strumenti di analisi che spesso si fondano sulla documentazione e ne rappresentano uno sviluppo e un approfondimento, quali soprattutto i saggi critici che accompagnano le proposte bibliografiche e sviluppano la riflessione e l’analisi di temi e fenomeni editoriali, in una funzione di osservatorio della produzione editoriale, ma che muovono anche una serrata critica alle operazioni editoriali scadenti.
Con la trasformazione nel 1999 delle “Schede novità” in “Dossier” è stato aggiunto un ulteriore tassello a questo modello di informazione bibliografica, introducendo direttamente nell’ambito proprio della documentazione le armi della critica, attraverso la valutazione di ogni documento presentato, realizzata mediante un lavoro collegiale svolto dai documentalisti e dalla direzione ed espresso in un sistema di giudizi marcati da stellette che accompagnano ogni scheda presente su LiBeR.
In questo modello la cooperazione di documentazione e critica aiuta a fornire un serio orientamento bibliografico, che rappresenta un essenziale strumento di formazione e di promozione della lettura, e un servizio di documentazione il più completo e articolato possibile; più in generale la disponibilità di strumenti che favoriscono da parte del lettore l’individuazione e lo sviluppo di percorsi di lettura liberi e autonomi per il proprio piacere di leggere. 

Domenico Bartolini, Riccardo Pontegobbi
(da Record 4)




Indicizzare fiction e non fiction

Il primo di una serie di interventi per approfondire i criteri di utilizzazione delle parole chiave e degli identificatori nell’indicizzazione semantica dei libri per bambini e ragazzi adottata in LiBeR Database

Le “parole chiave” e gli “identificatori” attribuiti in LiBeR Database consentono un accesso per “soggetto” all’archivio dei libri per bambini e ragazzi.
Con le “parole chiave” si indicizzano sia pubblicazioni che nella tradizione biblioteconomica e documentaria sono state oggetto di soggettazione, quali opere di non-fiction e di saggistica letteraria (nel cui caso siamo di fronte a concetti riconducibili a veri e propri “soggetti”), sia le opere di fiction, dove si è in presenza, più che di classici soggetti, di “aspetti”, “argomenti”, “temi” che pur nella trattazione di fantasia suggeriscono possibili approcci semantici ai documenti.
Con gli “identificatori” si rappresentano concetti riferiti a “persona”, “ente”, “luogo”, “cronologia”, “cose”.
La politica di indicizzazione realizzata attraverso le parole chiave e gli identificatori è stata elaborata sulla base degli standard ISO/DIS 5963-1981 Documentation - Methods for examining documents, determining their subjects, and selecting indexing terms e ISO/DIS 2788-1987 Guidelines for the establishment and development of monolingual thesauri.
Parole chiave e identificatori implementano una “lista controllata” contenente solo termini usati nell’indicizzazione: ogni termine infatti punta ad almeno un documento presente nell’archivio. Quando, a metà degli anni '80, fu impostata la politica di indicizzazione di LiBeR Database fu presa in considerazione – in alternativa al metodo di implementazione “a posteriori” (o  secondo quello che nella letteratura viene definito della “garanzia bibliografica”), poi definitivamente adottato – l’idea di creare e pre-strutturare una griglia di termini essenziali all’analisi e al recupero nello specifico settore. Questi termini,”a priori”, avrebbero dovuto rappresentare dei topoi della letteratura infantile, la cui presenza sarebbe stata sempre rilevata.
L’idea di osservare un comportamento molto selettivo nell’accettazione dei nuovi termini, mantenendo un rigoroso “numero chiuso” e limitando la griglia, inizialmente risultò attraente, anche per la semplicità che essa avrebbe introdotto nel lavoro di indicizzazione, nel controllo e nella strutturazione dei termini.
La pratica documentaria e la conseguente necessità di garantire un ampio livello di recupero delle informazioni hanno, fin dalle prime sperimentazioni, reso impraticabile questa politica spingendo nella direzione di un suo superamento.
Il “controllo” e la strutturazione semantica della lista sono affidati all’archivio Thes dove, costantemente, tali termini vengono sottoposti all’attribuzione di relazioni e attributi tesaurali (scope note, UF, USE, BT, NT, RT).

Fiction e non-fiction

Sulla politica di indicizzazione della fiction le fonti reperibili nella letteratura professionale datano a partire dagli anni Ottanta; le più importanti, tra quelle esistenti, derivano da esperienze e teorizzazioni di area anglo-americana.
Nel 1982 le Guidelines for standardized cataloging of children's materials dell'American Library Association (elaborate dal Cataloging of Children’s Materials Committee in collaborazione con la Children’s Literature Section of the Library of Congress) raccomandavano di fornire intestazioni per soggetto anche delle opere di narrativa, “per mettere in evidenza gli aspetti più importanti dell’opera”. Per le intestazioni per soggetto applicate a materiale narrativo si sarebbe dovuta usare la suddivisione “Narrativa”.
Il documento “Dai bibliotecari americani una proposta per la catalogazione. Le linee guida per la catalogazione standardizzata del materiale per ragazzi elaborate dall'American Library Association” è dal 1991 reperibile in versione italiana essendo apparso sul numero di Sfoglialibro del gennaio-febbraio di quell’anno, alle pagine 28-33.
Nel 1986 ha avuto inizio lo sviluppo del thesaurus di Steven Olderr, pubblicato per la prima volta nel 1987 sulla scorta della buona accoglienza del precedente lavoro dell’autore, il Mistery Index, compilato con lo scopo di adattare le Library of Congress Subject Headings all’indicizzazione della fiction (cfr. S. Olderr. Olderr's fiction subject headings. A supplement and guide to the LC thesaurus, American Library Association, 1991).
Dal 1988 data anche la pubblicazione, a cadenza annuale, da parte della St. James Press dell’Olderr’s young adult fiction index che si accompagna all’Olderr’s fiction index per costituire il più importante set di strumenti di indicizzazione attualmente disponibile.
In Italia è nota la prassi di soggettazione del Soggettario della Biblioteca Nazionale Centrale che non si indirizza alla fiction se non per la parte che riguarda la saggistica letteraria; analoga posizione è stata riaffermata dal GRIS – Gruppo di ricerca sull’indicizzazione per soggetto – nella Guida all’indicizzazione per soggetto (AIB, 1996) dove, dopo aver fornito la definizione di “soggetto” (tale “può essere considerato ogni concetto o combinazione di concetti che rappresentino un tema all’interno di un documento”) si afferma: “sono da ritenere privi di soggetto quei documenti che non hanno una coerenza tematica (p.e. le enciclopedie generali), come pure i testi letterari, poiché, anche quando sono incentrati su un tema (soggetto letterario), non sono prodotti con l’intento principale di recare informazioni” (p. 14).
Di diverso segno e interesse per questo tema è stato il dibattito proposto dal Convegno "Soggetti e cattivi soggetti. Per la catalogazione semantica delle opere di fantasia", tenutosi a Leno il 29 maggio 1998 (i cui atti sono stati pubblicati dal Comune di Leno nel corso dello stesso anno). A questo convegno – il cui merito tra gli altri è stato quello di aver affrontato per la prima volta in Italia un argomento così “di frontiera” più sul piano della formazione e dell’aggiornamento del personale bibliotecario, che su quello della ricerca biblioteconomica – si rimanda sia per la puntuale ricostruzione delle ragioni profonde che muovono gli indicizzatori della fiction in un settore come quello del libro per ragazzi (ma non escludendo a priori altre possibili estensioni all’ambito adulto) dove la necessità di recupero di piste di ricerca nella narrativa è più che mai ineludibile, che per la panoramica della strumentazione disponibile.
Oltre a LiBeR Database l’unica altra esperienza nazionale di indicizzazione della fiction è stata quella di Segnalibro, espressione della base di dati della Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze, ormai cessata.

Riccardo Pontegobbi, Domenico Bartolini
(da Record 5)




L'identificazione dei "soggetti"

Il secondo contributo sui criteri di indicizzazione per parole chiave e identificatori: come lo staff dei documentalisti di LiBeR Database affronta il lavoro di indicizzazione per identificare i “soggetti”, con particolare riferimento alle opere di fiction

Vediamo come lo staff dei documentalisti di LiBeR Database affronta il lavoro di indicizzazione, con l’utilizzazione di “parole chiave” e “identificatori”, con particolare riferimento alle opere di fiction.
Innanzitutto si procede alla “lettura” del documento che prevede varie modalità:
a) lettura integrale, che rappresenta la modalità prevalentemente adottata in quanto necessaria anche alla valutazione dei documenti, proposta sulla rivista LiBeR con l’attribuzione di un giudizio sintetico espresso con “stellette” (sul numero 59 di LiBeR è presente un’analisi complessiva delle valutazioni assegnate negli ultimi tre anni);
b) lettura parziale o per “scrematura” in base a metodologie documentarie-biblioteconomiche e di “lettura rapida”.

Metodologie di lettura

Le metodologie di "lettura" possono fare innanzitutto riferimento a consuetudini bibliografiche, biblioteconomiche e documentarie che il catalogatore applica automaticamente, "per istinto e per esperienza", e che ISO 5963 recepisce nell'indicazione dell'attenzione da rivolgere alle seguenti parti, in ordine di importanza:
a) titolo
b) abstract se presente
c) introduzione, frasi di apertura di capitoli e paragrafi e la conclusione
d) illustrazioni (spesso nell’ambito del libro per ragazzi evidenziano passaggi chiave), diagrammi, tavole e loro didascalie, indici
e) parole o gruppi di parole sottolineate o stampate in caratteri non usuali.
Inoltre può essere utilmente utilizzato uno strumento come la griglia di Whittaker: in alcune fasi di questo metodo sistematico di valutazione del libro si possono trovare indicazioni dettagliate sulla procedura e sugli elementi da considerare nell'operazione dello "sfogliare con abilità e [della] scorsa rapida ed esperta".

Strumenti editoriali utili per l’analisi dei documenti

Nell’analisi dei documenti è anche auspicabile l'utilizzazione di strumenti di supporto quali: cataloghi e altre informazioni editoriali, repertori, ecc.
Particolarmente utile si può dimostrare proprio la consultazione dei cataloghi editoriali, i quali negli ultimi anni – unitamente ai paratesti che accompagnano le novità editoriali – hanno spesso offerto nuovi assetti dell’informazione bibliografica, sempre più orientata a finalità di promozione della lettura così come sviluppate in ambito bibliotecario e scolastico.Non a caso nei cataloghi editoriali sono spesso confluite tecniche e metodologie di documentazione bibliografica mutuate dal contesto bibliotecario e analisi narratologiche e testuali sperimentate in ambiti scolastici.

Identificazione del soggetto

La “lettura” del documento produce l’operazione di analisi concettuale: analisi del documento con l’identificazione del soggetto e di tutti i concetti essenziali che lo costituiscono, per le quali fasi il riferimento è allo standard ISO 5963 adattato allo specifico campo. Il riferimento allo standard riguarda il metodo da affrontare e soprattutto le domande da porsi per l’identificazione dei concetti più importanti contenuti nel documento, secondo un processo di “scomposizione del soggetto”. Una semplificazione della domande stabilite nello standard porta alla seguente griglia:
1) è accaduto qualcosa?
2) se sì, che cosa è accaduto e a chi?
3) dove e quando è avvenuto?
4) è possibile individuare un agente o strumento dell’azione?
5) il soggetto è considerato sotto un punto di vista cui non è normalmente associato?
Nell’analisi concettuale della non-fiction, eseguita normalmente nella soggettazione o classificazione biblioteconomica, i principi di cui sopra vengono applicati “spontaneamente” dal catalogatore; pertanto nei confronti di questa categoria di documenti, per la parte che ci riguarda, non è stato necessario fissare interpretazioni particolari della norma. Diverso è il caso dell’analisi concettuale della fiction: data la carenza di precedenti normativi e di esempi di applicazioni significative in ambito biblioteconomico e documentario, è stato necessario sviluppare un’interpretazione dei punti da focalizzare nel corso dell’analisi. Tali punti sono precisati nei seguenti passi, che suggeriscono interpretazioni e approfondimenti di alcune delle suddette domande.

1) Se qualcosa è accaduto, di che cosa si parla, che cosa si narra?

Occorre comprendere la “storia narrata” ovvero individuare la successione nel tempo degli avvenimenti relativi ai diversi personaggi. Il problema principale in questa fase è quello di passare dalla comprensione dell’intreccio (dell’ordine seguito nel presentare i fatti) a quello più essenziale, per i nostri fini, della fabula (l’insieme dei fatti in ordine cronologico). Occorre riconoscere e considerare a questo scopo le tecniche di rappresentazione adottate nella narrazione, le modalità di costruzione del testo che rappresentano un ostacolo nella fissazione della fabula (es. alterazione dell’ordine logico-temporale degli eventi presentata nell’intreccio, questioni della “voce narrante”, del “punto di vista”, ecc.). Quali aspetti della storia, della fabula dunque, quali fatti, eventi, vicende o situazioni, possono corrispondere a concetti indicizzabili? Occorre chiedersi quali concetti, nel campo della letteratura giovanile e per le specifiche richieste di recupero formulate dagli utenti di questo settore, possono rappresentare punti di accesso privilegiati ai documenti, motivi di interesse semantico. L’interfaccia più attendibile per questo tipo di risposta – oltre alla tradizione della soggettazione che ha approntato un buon numero di soggetti “ineludibili”, validi comunque per tutti i campi e per un’utenza generale – è quello rappresentato dalla cultura, dalla storia e dall’attualità dei motivi e dei topoi letterari della letteratura infantile e dalla conoscenza delle domande quotidiane di recupero delle informazioni formulate dall’utenza varia e specifica che frequenta le biblioteche per ragazzi. Occorre ribadire che l’indicizzazione della fiction rimanda, più che a soggetti veri e propri, a tracce, spunti, piste di ricerca semantica. Tant’è che non sono estranei a questo tipo di “individuazione semantica” considerazioni relative ad aspetti “tematici” in senso letterario (nel senso di idee e concezioni morali, sociali, storico-politiche a cui l’autore fa riferimento nel corso della narrazione o che oggettivamente intende veicolare con il documento. Inoltre non possiamo non sottolineare come un'opera di fiction, ancor più di una di non-fiction, non è contenibile dal punto di vista dell'approccio semantico in nessun schema di indicizzazione. L'indicizzazione può rappresentare al massimo una grossolana fonte di spunti per percorsi di lettura e non certo esaurire le potenzialità di significato dell'opera.

2) Chi sono i protagonisti e quali sono i personaggi principali della vicenda?

Nel sistema di relazioni tra i personaggi occorre selezionare il protagonista ed eventuali coprotagonisti o antagonisti il cui peso nella storia sia evidente. La definizione dei personaggi in base a caratteristiche professionali si dà solo se è forte.

3) La vicenda è collocabile dal punto di vista spazio-temporale? Possono essere individuati precisi luoghi e tempi dell’azione in termini geografici e cronologici?

Bisogna considerare che luoghi identificabili con un nome proprio, tempi identificabili in cifre o rispondenti a precise epoche storiche vengono indicizzati come identificatori.L’applicazione di questo schema produce la lista dei concetti coinvolti, da tradurre nei termini del linguaggio di indicizzazione.

Riccardo Pontegobbi, Domenico Bartolini
(da Record 6)




La scelta dei termini d'indicizzazione

Il terzo contributo sull'indicizzazione per parole chiave e identificatori: sulla base del procedimento di analisi concettuale si delineano i principali criteri di scelta dei termini di indicizzazione utilizzati in LiBeR Database

Riprendiamo qui il discorso sulle principali caratteristiche e le metodologie adottate in LiBeR Database per l’analisi concettuale nell’indicizzazione semantica per “parole chiave” e “identificatori”, definendone innanzitutto il campo di applicazione, che corrisponde all’intera produzione libraria per bambini e ragazzi, con alcune esclusioni (o limitazioni) nel caso delle pubblicazioni che contengono più di un’opera – come ad esempio le raccolte di racconti, di fiabe, ecc. che si escludono a meno che si possano chiaramente individuare (anche per intenzionalità dell’autore o del curatore) contenuti d’insieme (es. una raccolta di fiabe sul tema della città o del deserto, una raccolta di racconti sul tema della guerra, ecc.) o protagonisti comuni a tutte le opere (es. Le avventure di Lupo Uragano di Pinin Carpi).
Non sono fissati limiti al numero di termini attribuibili a ogni documento, per evitare – in accordo con la norma ISO 5963 (par. 6.3.4) – una possibile “perdita di obiettività nell’indicizzazione” e una “distorsione dell’informazione che servirebbe al momento del recupero”.
Nell’analisi e nella scelta dei concetti da indicizzare si operano alcune distinzioni – in base al ruolo che ogni concetto ha nel contesto della descrizione del documento – tra concetti principali e secondari, “oggetti” e “soggetti”.

Scelta dei concetti principali e secondari

La distinzione tra concetti principali e concetti secondari viene applicata nell’attribuzione di parole chiave sia nei documenti di fiction che in quelli di non-fiction, mentre ciò non avviene per gli identificatori.(1)
Nei documenti di non-fiction le parole chiave principali sono quelle che individuano l’argomento o gli argomenti principali della trattazione, equivalenti ai tradizionali soggetti.
Nella fiction le parole chiave principali sono quelle che identificano, se esistono, il protagonista o i protagonisti della vicenda narrata, l’evento o gli eventi principali, il tema prevalente e quant’altro previsto dalla focalizzazione della griglia di domande presentata ne “L’identificazione dei soggetti” sul n. 6 di Record (in particolare la terza domanda a p. 7). Anche in questo caso, considerando le dovute cautele da tenere nel campo della fiction, si tratta di individuare, se esiste, il tema di base in tutte le sue faccette. 
Come verifica della scelta di priorità effettuata il documentalista deve interrogarsi sul documento chiedendosi se le parole chiave attribuite come principali possono soddisfare, in quanto a forza e rappresentatività semantiche, un’eventuale ricerca dell’utenza finale su quelle parole specifiche.
Se per esempio si attribuisce come parola chiave principale ‘Guerra’, questo deve significare che nel documento la guerra è presente come tema centrale o comunque molto forte, tanto da rendere quel documento sicuramente interessante per chi voglia effettuare una ricerca su quel tema specifico.
Laddove ci fosse una risposta dubitativa alle domande: “è un tema forte?” oppure “si può considerare un protagonista o no?” oppure ancora “si può considerare un evento centrale, principale nella vicenda narrata?”, e così via a tutte le altre domande da cui scaturiscono le parole chiave, allora in questo caso senz’altro le parole chiave relative devono essere considerate parole chiave secondarie.
In assenza di un tema prevalente tutti gli argomenti trattati vengono comunque indicizzati a livello di parole chiave secondarie.
Nella non-fiction le parole chiave secondarie sono quelle che definiscono i temi secondari, ovvero quei temi che hanno un peso inferiore nell’ambito del documento, pur corrispondendo a parti significative (non trascurabili) di esso e fornendo quindi maggiori possibilità di recupero dell’informazione.
Nella fiction sono quelle che definiscono personaggi, eventi, temi, singoli episodi che non sono centrali nella vicenda narrata ma hanno per sempre caratteristiche di una certa rilevanza e possono rappresentare comunque un accesso utile al documento.
Il tipo di esame del documento che viene operato – che prevede senz’altro la lettura integrale dei documenti di narrativa – garantisce la completezza dell’analisi e la conseguente indicizzazione di temi, eventi, cose e personaggi anche secondari.

Oggetto e soggetto

Un altro aspetto importante della politica di indicizzazione è la scelta concettuale fra “oggetto” e “soggetto”, ovvero fra le cose di cui in un documento si parla e ciò che di esse si dice. (2)
Soprattutto nell’indicizzazione della fiction si presentano con molta frequenza casi di ambivalenza. La scelta del “soggetto” dovrà essere pertanto assai cauta e controllata onde evitare i rischi di interpretazioni forzate, aggiunte improprie, dislivelli di interpretazione dovuti ai singoli documentalisti ed esiti discutibili rispetto all’impostazione semantica dei documenti.
A questo proposito soprattutto nell’ambito dei libri per i bambini più piccoli si presenta una casistica assai ampia che impone scelte concettuali talvolta complesse.
Ci sono ad esempio albi e racconti illustrati nei quali si parla di animali dai colori insoliti (elefanti variopinti, camaleonti che preferiscono la monocromia, ecc.) per veicolare un discorso sulla diversità, l’accettazione di sé, le relazioni interpersonali e l’integrazione sociale. In questi casi, insieme ai termini che indicizzano gli oggetti specifici della storia (“colore”), nella valutazione dell’importanza dei concetti in gioco per LiBeR Database sono privilegiati alcuni aspetti soggettuali che come tali si propongono all’attenzione del documentalista, il quale nell’interpretare i documenti ha a disposizione un apparato concettuale verso il quale deve portare una particolare attenzione (es. “diversità”, “solitudine”, “accettazione di sé”, concetti espressione di stati d’animo, valori, emozioni, ecc.).
Casi più “complessi” sono a volte lasciati a una interpretazione più sottile e meno diretta: ad es. palloncini che volano via possono talvolta indicare il concetto di “libertà”. Non è detto che questo termine sia assegnato a ogni documento in cui protagonista è un palloncino che sfugge di mano a un bambino; tuttavia in una bibliografia sul concetto di libertà nei libri per bambini e ragazzi può essere utile e produttivo esaminare anche la possibilità di includere alcuni di questi libri.
È necessaria un’attenta supervisione in fase di accettazione dei termini rispetto a scelte dettate anche da personali impostazioni politiche, culturali, di gusto, che rischiano di esercitare una sorta sovracopertura dei contenuti concettuali dei documenti.

Esaustività e specificità

Riguardo ai gradi di esaustività e specificità in questa fase di scelta dei concetti:
- riguardo al grado di esaustività si opera un’indicizzazione spinta, cioè si indicizzano tutti i concetti principali e tutti i secondari sui quali il documento fornisce informazioni che possono interessare gli utenti;
- riguardo alla specificità si indicizza solo ciò che c’è nel documento (se il documento tratta ad esempio di cani, si indicizza “cani” e non si indicizzano le espressioni implicite che riguardano i rapporti gerarchici esistenti tra i concetti come “canidi”, “animali”, “mammiferi”), al livello di specificità del documento (se si parla di “cani da pastore” si indicizza con questo termine e non con il termine più generale “cani”; tuttavia se nel documento il soggetto è trattato anche a livello generale si attribuisce anche questo termine). 

Riccardo Pontegobbi, Domenico Bartolini
(da Record 8)


1. La distinzione tra principali e parole chiave secondarie non è al momento disponibile in fase di recupero delle informazioni con l’interfaccia per le ricerche fornito nel CD-ROM di Liber Database.
2. Come ha scritto A. Petrucciani “la relazione di soggetto o di circalità (aboutness) si può analizzare nelle sue componenti rifacendosi ai concetti di:
- ‘oggetto’ nel senso della estensione (denotazione) cioè dell’insieme delle cose a cui una certa espressione si applica (le cose di cui in un documento si parla);
- ‘soggetto’ nel senso della intensione (connotazione) cioè dell’insieme delle caratteristiche e dei predicati che un certo concetto comporta (ciò che di esse si dice)” (“L’indicizzazione per soggetto”, in Lineamenti di biblioteconomia, a cura di P. Geretto, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1991, p. 163). p. 163).




Classificazione: non solo numeri

L'uso della Classificazione decimale Dewey in LiBeR Database si propone come un'interessante chiave di ricerca che si integra in un articolato sistema di recupero delle informazioni. Per questo nella sua utilizzazione sono state adottate scelte particolari e a volte originali.

La descrizione semantica in LiBeR Database è affidata a un insieme di strumenti di indicizzazione e recupero delle informazioni (ciascuno utilizzato per le proprie specificità e capacità di risposta semantica) in grado di interagire fra loro e di lavorare in un contesto di complementarità per produrre, a seconda della loro interrelazione o combinazione, risposte di grado via via più complesso: - sistemi classificatori, orientati a cogliere faccette diverse (Classificazione decimale Dewey, generi) - parole chiave, identificatori - abstract - indicazioni di profili d’utenza (fasce d’età).

La Classificazione decimale Dewey

L’uso della Classificazione decimale Dewey (CDD) in LiBeR Database risponde a criteri che sono il risultato di attente valutazioni e di scelte relative al campo della documentazione dei libri per bambini e ragazzi, che risultano inedite e originali. La CDD viene utilizzata in forma integrale e “aderente” (close classification: il contenuto dell’opera è specificato dalla notazione il più possibile). La scelta di non utilizzare una forma ridotta deriva dall’obiettivo di valorizzare la CDD, più che come strumento per la collocazione dei libri, come chiave di accesso in fase di ricerca. C’è una tradizione che ha prodotto utilizzazioni “deboli” della CDD nel settore dei libri per bambini e ragazzi, con semplificazioni, quali le alternative all’uso della notazione numerica per certe tipologie di documenti (con espressioni verbali mutuate da indicazioni di genere come “primi libri”, “letteratura per ragazzi”) o l’uso di una classificazione ridotta (o “larga”). Queste esperienze appaiono condizionate dall’abitudine a considerare la CDD prioritariamente come strumento per la collocazione fisica dei libri in biblioteca, e solo secondariamente come strumento utilizzabile per il recupero delle informazioni. Nell’esperienza di LiBeR Database si è partiti dal presupposto che, soprattutto nell’ambito di sistemi informatizzati, la CDD (attraverso gli indici numerici e i termini usati nello schema di classificazione o nell’indice relativo) può rappresentare un’importante chiave d’accesso ai documenti. Questo ha spinto fin dall’inizio dell’esperienza di LiBeR Database (1987) a un’utilizzazione approfondita della classificazione (1) e all’adozione di più numeri di classificazione per quelle opere che vertono su più soggetti o su un soggetto trattato dal punto di vista di più discipline (quando lo schema della classificazione non propone un numero comprensivo interdisciplinare).(2)

I “primi libri”

Anche i documenti rivolti ai piccolissimi, i “primi libri”, sono oggetto di una piena indicizzazione semantica per non trascurare la loro possibile utilizzazione a scopi divulgativi; anche se in quei documenti gli aspetti formali o fruitivi (albi illustrati, libri gioco, ecc.) sembrano prevalere sul contenuto. Nella scelta documentaria di LiBeR Database questa piena indicizzazione può aver luogo anche in assenza di un approccio di tipo disciplinare e in opere che si presentano con forti elementi di fiction. Anche se in questo contesto vi è una maggiore difficoltà dell’analisi concettuale, ci sono casi in cui alcuni soggetti possono essere individuati, anche se non hanno la forza disciplinare tipica delle opere destinate ai lettori più evoluti. Il confine tra fiction e divulgazione resta molto difficile, ma è sbagliato cercare di marcarlo comunque e riconoscere come divulgazione (e pertanto come materiale utile per un approccio ai diversi argomenti) solo ciò che presenta caratteristiche “didattiche”, trascurando la possibile utilizzazione di libri di fiction a scopi divulgativi ed escludendo questi libri da un’indicizzazione semantica. Per esempio un albo senza testo, con immagini dell’ambiente della fattoria può essere classificato al 621.31 purché risultino non del tutto marginali gli aspetti dell’attività agricola o zootecnica (“focus disciplinare”), anche attraverso immagini di operazioni, materiali, mezzi per compiere tali operazioni, ecc. Saranno altri strumenti disponibili nel database (come l’indicazione della fascia d’età, la classificazione per genere o la presentazione del contenuto fornita dall’abstract) che consentiranno di decidere la sua inclusione o meno in una proposta di lettura rivolta a determinate categorie di utenti, con finalità divulgative. Viceversa, se le immagini di un albo servono semplicemente da sfondo per una raffigurazione puramente fantasiosa di animali e cose, dalla quale è escluso ogni possibile intento divulgativo, sarà preferibile utilizzare un numero di classificazione prettamente “formale” come nella classe 741 (per i libri che propongono solo immagini senza l’accompagnamento di testi) o, nel caso che presenti del testo narrativo, nella classe 800.

Domenico Bartolini Riccardo Pontegobbi
(da Record 16)

(1). Una scelta che trovava conforto nella letteratura professionale: cfr. E. Grignani. “CDD e cataloghi online: la classificazione come chiave d’accesso: due esempi d’uso” in Biblioteche Oggi, vol. IV, n. 4 (lug.-ago. 1986, p. 43-50), in particolare la considerazione del fatto che la notazione della CDD “è in genere espressiva della struttura gerarchica delle classi”, e “una notazione espressiva ... facilita la ricerca”: è possibile in una ricerca online, “usando il troncamento in diversi punti dell’indice, allargare o restringere la ricerca, risalendo o discendendo la catena degli indici”. C’è una “gerarchia notazionale ... espressa mediante la lunghezza della notazione”. Con l’obiettivo di potenziare il recupero delle informazioni attraverso la classificazione, sfruttando al massimo le possibilità di ricerca offerte dalla struttura notazionale, appare pertanto preferibile un’utilizzazione integrale (approfondita) della CDD. (2). Questa possibilità non era ricavabile direttamente dalle istruzioni fornite dalla CDD, che invita a riportare le opere che vertono su più soggetti a uno unico in base ad alcune regole (la “regola dell’applicazione”, quella del “primo dei due”, la “regola del tre” e quella dello “zero”), ma dalla prassi di alcune agenzie bibliografiche, come il National Bibliographic Service della British Library (cfr. British National Bibliography) e da alcuni contributi critici.




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Approfittando dell’offerta è possibile accedere alla banca dati di LiBeR Database e disporre di tutte le funzionalità di ricerca (titoli, autori, parole chiave, fasce d’età, abstract, vautazione…) per realizzare velocemente bibliografie e proposte di lettura.

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Calendario presentazioni

LiBeR Database è un servizio di documentazione on line sui libri per bambini e ragazzi.
Per chi vuole saperne di più sulle caratteristiche documentarie e le funzionalità sono programmate diverse iniziative di presentazione.
Ulteriori informazioni possono essere richieste a Idest, via Ombrone 1, 50013 Campi Bisenzio - tel. 0558966577 fax 0558953344
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Programma delle prossime iniziative di presentazione di LiBeR Database

Al momento non sono in programma iniziative di presentazione

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Informazioni su LiBeR Database saranno date a Campi Bisenzio in occasione degli incontri e delle manifestazioni convegnistiche organizzate da Idest.

 

 




LiBeR Database - Credits

© Idest 1987-2007

 

Idest srl
Villa Montalvo – Via di Limite 15 – 50013 Campi Bisenzio (FI)
tel. 0039 055 8966577
e-mail: idest@idest.net
www.idest.net - www.liberweb.it

Direzione

Domenico Bartolini (e-mail: dbartolini@idest.net)
Riccardo Pontegobbi (e-mail: rpontegobbi@idest.net)

Documentalisti
Claudio Anasarchi, Selene Ballerini, Daria Bugliesi, Antonella Lamberti, Federica Mantellassi, Serena Marradi, Elena Tonini; con la collaborazione di Sara Fedeli

Abbonamenti
Sabrina Benelli
tel. 0039 0558966577 - fax. 0039 055 8953344
e-mail: sbenelli@idest.net
(il servizio abbonamenti è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30)

Assistenza tecnica
Comperio srl
tel. 0039 0444 1836892
e-mail: assistenza@comperio.it
(l'assistenza telefonica è attiva dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30)



Grigia - Caratteristiche documentarie

Il mondo del libro per ragazzi continua a esprimere una buona capacità di affermazione culturale anche attraverso un’intensa e ramificata attività di promozione: i materiali di letteratura grigia - nell'accezione di documenti distribuiti al di fuori dei canali commerciali - e i materiali minori prodotti da questo lavoro si articolano attraverso canali che occorre valorizzare, affinché non restino nascosti agli occhi dello stesso pubblico degli operatori specializzati.
Dal 1990 il Centro di documentazione “Biblioteca Gianni Rodari” di Campi Bisenzio (attivo presso la Biblioteca di Villa Montalvo) raccoglie e documenta attraverso Grigia data base tutte le pubblicazioni di letteratura grigia prodotte in Italia dagli enti che operano nel settore  del libro per bambini e ragazzi.
Si tratta di materiali - cataloghi di mostre e di biblioteche, bibliografie, atti e rapporti di promozione della lettura, progetti di lavoro e documentazione tecnico-pubblicitaria, repertori, pubblicazioni di e per ragazzi, ecc. - che in maggioranza nascono non come prodotti a circolazione interna dell'ente produttore, ma come pubblicazioni che gli enti rivolgono agli operatori del territorio di riferimento e si presentano non omogenei in quanto a forma, provenienza, consistenza e importanza. Sono prodotti in prevalenza da enti pubblici: amministrazioni comunali attraverso assessorati alla cultura e biblioteche pubbliche, province attraverso  sistemi bibliotecari, scuole e biblioteche scolastiche, musei, ma non sono assenti in questa produzione anche privati quali librerie, case editrici, ecc.
Questa produzione, che risulta spesso veicolo privilegiato di novità editoriali e di nuove tendenze non solo per la narrativa, ma anche per quanto riguarda i settori di divulgazione e illustrazione, è frutto delle molteplici attività che in questi anni sono conseguite al movimento che ha interessato il mondo del libro per bambini e ragazzi.
Tali materiali però, proprio per la loro natura e i fini per cui vengono prodotti, risultano di limitata circolazione e quindi di difficile reperimento per gli operatori interessati a seguire le esperienze più significative svolte a livello nazionale.
La segnalazione di questi materiali che fin dal 1990 è stata portata avanti dalla rivista LiBeR, attraverso la rubrica "Materia grigia" - presente nel Dossier "Segnali di lettura" - ha consentito a molti operatori di socializzare la conoscenza su quanto viene prodotto, a livello nazionale, a supporto delle attività di pubblica lettura per ragazzi.

Grigia data base è realizzato sulla base di standard e codici bibliografici e biblioteconomici internazionali.

Descrizione formale
- massimo approfondimento (3. livello AACR2)
- struttura secondo ISBD(M)
- accessi per ogni tipo di responsabilità e fino a 10 per ogni tipologia (cfr. SIGLE)
- scelta e forma delle intestazioni principali e secondarie obbligatorie secondo RICA
- spoglio dei contributi contenuti nei documenti usando il sistema delle note di contenuto previste da ISBD(M) e AACR2.

Descrizione semantica
- Dewey Decimal Classification (21. ed.)
- abstract (secondo ISO/DIS 214-1976 Documentation - Abstracts for publications and documentation e ISO/DIS 5963-1981 Documentation - Methods for examining documents, determining their subjects and selecting indexing terms)
- Parole chiave e identificatori: con gli “identificatori” si rappresentano concetti riferiti a “persona”, “ente”, “luogo”, “cronologia”, “cose”.Parole chiave e identificatori sono elaborati in base agli standard ISO/DIS 5963-1981 e ISO/DIS 2788-1987.


Proposte per le scuole

LiBeR offre a tutte le Istituzioni Scolastiche, e in particolare a quelle scuole che intendano cogliere l'occasione del finanziamento del Piano Nazionale Scuola Digitale, una serie di strumenti

LiBeR Database

LiBeR Database (http://www.liberdatabase.it) documenta tutte le novità librarie per bambini e ragazzi distribuite in Italia dal 1987: una bibliografia pubblicata su Internet in forma di OPAC (Catalogo On line di Pubblico Accesso), che rende quindi disponibili all’utente tutte le tradizionali funzionalità di un catalogo on line, ma con modalità di accesso (tramite password) riservate ai soli utenti abbonati al servizio, prodotto da Idest.
È uno strumento importante per il lavoro di educazione alla lettura e l’orientamento bibliografico dei giovani lettori. La documentazione di LiBeR Database avviene infatti attraverso la catalogazione, "libri in mano", ed è orientata al massimo recupero delle informazioni: grazie all'approfondita descrizione bibliografica, al suo sistema di soggettazione per parole chiave e alla valutazione di ogni opera permette di realizzare approfonditi percorsi di lettura, diversificati per fasce d'età.
LiBeR Database è per molte biblioteche uno strumento fondamentale di lavoro, dal momento delle scelte di acquisto dei libri per bambini e ragazzi fino alla realizzazione delle iniziative di promozione della lettura.

Le formule di abbonamento a LiBeR Database:
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Informazioni:
 
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LiberBookMarkWeb: la gestione completa della biblioteca scolastica con LiBeR Database - Per la scuola dell'obbligo 
Le risorse di LiBeR Database possono essere utilizzate al massimo delle loro potenzialità per la gestione completa della biblioteca scolastica nella scuola dell’obbligo con LiberBookMarkWeb, su piattaforma web based e open source.
Il sistema, grazie alla collaborazione fra Idest e Comperio, integra le risorse di LiBeR Database con un avanzato sistema gestionale e offre soluzioni valide e sperimentate per la catalogazione partecipata, la circolazione (con prestito interbibliotecario), l’OPAC, i servizi di comunicazione e amministrazione.
Il tutto con un’interfaccia conforme alla L. 4/2004 (Legge Stanca) sull'accessibilità dei siti web, più canali di ricerca completamente configurabili per una ricerca guidata, liste speciali per accessi per soggetto e liste filtrate nei canali di ricerca, una rappresentazione virtuale della biblioteca con gli scaffali virtuali, sezioni OPAC per ragazzi basate sugli standard di catalogazione di LiBeR Database.
LiberBookMarkWeb garantisce al bibliotecario scolastico numerosi servizi, grazie alla completa integrazione di tutti gli strumenti di lavoro in un unico software, con possibilità di operare contemporaneamente su più finestre di lavoro (catalogazione, prestito, ricerca, OPAC, ecc.), facilitando il lavoro sia di catalogazione che di back office degli operatori.
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Molto interessanti i servizi che il sistema offre, 24 ore su 24, agli utenti della biblioteca scolastica, anche da casa:

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LiberBookMarkWeb#24

La soluzione per tutte le Istituzioni Scolastiche e in particolare per le scuole che intendano cogliere l'occasione del progetto Biblioteche Scolastiche Innovative

Le risorse di LiBeR Database integrate nel nuovo servizio per scuole
Grazie alla collaborazione tra Idest e Comperio, LiBeR Database è ora disponibile per le scuole anche all’interno di Liberbookmarkweb#24

Liberbookmarkweb#24 è la soluzione proposta da Comperio a tutte le Istituzioni Scolastiche e in particolare a quelle scuole che intendano cogliere l'occasione del progetto Biblioteche Scolastiche Innovative.
Una proposte concreta, elaborata alla luce dei problemi creati dai precedenti progetti ministeriali sulle biblioteche scolastiche e della conseguente sfiducia di chi nei lunghi anni scorsi dalla fine degli anni 90 a oggi ha supportato e sopportato la fatica di gestire una biblioteca o una rete di biblioteche scolastiche.

Le caratteristiche di Liberbookmarkweb#24

Utilizzo della piattaforma web based Liberbookmakweb#24 per creare una rete di Biblioteche Scolastiche con il solo canone annuale di € 200,00 a Istituzione Scolastica (il canone è valido per tutte le varie sedi coordinate e/o plessi)
Recupero del catalogo pregresso gratuito per l'importazione:
Integrazione del servizio MLOL – Media Library Online con ricerca federata: il servizio è gratuito sia per quanto riguarda l'integrazione che l'abbonamento annuale alla piattaforma MLOL

Integrazione nativa di LiBeR Database con la catalogazione derivata di tutti i dati (abstract, copertina, parole chiave, generi, fasce di età, spoglio delle monografie) e con l'integrazione automatica di tutte le notizie per quanto riguarda il pregresso
Tutte le organizzazioni e associazioni che operano nel mondo della formazione e altre realtà territoriali, comprese eventuali biblioteche di piccoli comuni possono acquisire i servizi forniti dalla piattaforma alle stesse condizioni previste per le reti di biblioteche scolastiche, a cui possono aderire

Tutte le operazioni di prelievo degli archivi (per esempio da Winiride), configurazione della piattaforma, collegamento a LiBeR Database e a MLOL, formazione, assistenza, fusione di più cataloghi di singole scuole già utenti Bookmarkweb, possono essere eseguiti da remoto.

Informazioni su Liberbookmarkweb#24 e su come inserire questo progetto nel bando del MIUR

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La versione educational di LiBeR Database - Per tutte le scuole

La versione educational di LiBeR Database mantiene tutte le funzioni di ricerca e stampa per la produzione di proposte di lettura. Rispetto alla versione completa mancano le funzioni di catalogazione derivata (export unimarc). 
La formula di abbonamento educational è rivolta a tutte le scuole, per un canone annuo di 50,00 Euro più Iva, un prezzo che tiene conto delle ristrettezze economiche in cui versano molti istituti scolastici, che rischiano di non poter utilizzare questa notevole risorsa bibliografica.

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